NO2, no grazie! 2020 2020-08-05T13:14:35+00:00

Respiriamo migliaia di litri di aria al giorno. 1500 cittadini hanno misurato che aria si respira nelle nostre città.
I risultati sono preoccupanti.

La qualità dell’aria che respiriamo ha un impatto enorme, anche se spesso invisibile, sulla nostra salute.

Ogni anno, in Italia, muoiono oltre 70’000 persone prematuramente a causa della qualità dell’aria scadente, in gran parte in pianura padana e nelle maggiori città italiane. Di queste morti quasi 15’000 sono riconducibili all’esposizione dei cittadini al biossido di azoto (NO2).
Accanto a chi non ce la fa, sono molte di più le persone – grandi e piccole – che, a causa della cattiva qualità dell’aria che respirano quotidianamente, subiscono danni non reversibili, si ammalano e convivono, a volte per sempre e già dall’infanzia, con condizioni di salute che ne peggiorano la qualità di vita, riducendone le opportunità.
Questi danni sono, in Italia, in una parte rilevante il risultato di una mobilità dannosa. Che può e deve essere modificata al più presto, anche approfittando della congiuntura della pandemia che, imponendo il distanziamento sociale, richiede un cambiamento di passo, la riappropriazione degli spazi alle persone e alla mobilità non inquinante.

Perchè il biossido di azoto?

Abbiamo misurato il biossido di azoto (NO2), un inquinante che nelle città proviene principalmente dalle emissioni del traffico e in particolare dai motori diesel. Un gas le cui concentrazioni si riducono molto e immediatamente semplicemente vietando l’ingresso nelle aree urbane ai veicoli diesel.

Studi recenti indicano che i veicoli euro 5 e euro 6 su strada hanno emissioni di ossidi di azoto che superano mediamente di 5 volte i loro rispettivi limiti che sono 180 e 80 mg/km.

Studi recenti indicano che i veicoli euro 5 e euro 6 su strada hanno emissioni di ossidi di azoto che superano mediamente di 5 volte i loro rispettivi limiti che sono 180 e 80 mg/km.

Il biossido di azoto è un indicatore delle emissioni da traffico. E’ possibile prevedere che, in un ambiente urbano, ad elevate concentrazioni di biossido di azoto (NO2) corrispondano anche livelli elevati di black carbon e particolato ultrafine, inquinanti anch’essi pericolosi per la nostra salute e a loro volta prodotti dalla combustione dei carburanti.

Il biossido di azoto è un indicatore delle emissioni da traffico. E’ possibile prevedere che, in un ambiente urbano, ad elevate concentrazioni di biossido di azoto (NO2) corrispondano anche livelli elevati di black carbon e particolato ultrafine, inquinanti anch’essi pericolosi per la nostra salute e a loro volta prodotti dalla combustione dei carburanti.

Gli ossidi di azoto (NOx), di cui l’NO2 fa parte, miscelandosi chimicamente in atmosfera, contribuiscono inoltre alla formazione di altri inquinanti come il PM 2.5 e l’ozono (O3).

Gli ossidi di azoto (NOx), di cui l’NO2 fa parte, miscelandosi chimicamente in atmosfera, contribuiscono inoltre alla formazione di altri inquinanti come il PM 2.5 e l’ozono (O3).

Biossido di azoto (NO2), PM 2.5, ozono (O3), particolato ultrafine e black carbon contribuiscono al danno che l’inquinamento produce sulla nostra salute.

Il danno che ci deriva da questi inquinanti è evitabile, le morti premature e le malattie a causa dell’aria inquinata sono prevenibili. Come ci ha dimostrato il periodo di lockdown dovuto alla pandemia, le concentrazioni che sperimentano le nostre città possono essere ridotte in maniera rilevante.

Cosa è stato fatto?

Dall’8 febbraio al 7 marzo 2020 quasi 2000 cittadini in tre grandi aree urbane – Roma, Milano e Napoli, alle quali si sono aggiunte le aree metropolitane di queste ultime due città, la Provincia di Monza e la città di Caserta – hanno misurato il biossido di azoto con un piccolo campionatore passivo che ha raccolto l’inquinante gassoso per assorbimento.

In questo modo – una volta analizzati i campionatori in laboratorio e elaborata dal Comitato scientifico la calibrazione delle misure sulla base delle concentrazioni rilevate dalle centraline delle Agenzie per l’Ambiente di Roma, Campania e Lombardia – i cittadini hanno potuto mappare la qualità dell’aria dove vivono, lavorano, vanno a scuola i loro figli.

Sulla base delle concentrazioni mensili misurate il Comitato Scientifico del progetto ha potuto ipotizzare – utilizzando il rapporto intercorrente fra le concentrazioni misurate negli ultimi anni nel periodo monitorato e le rispettive medie annue – la media annuale stimata, intesa come indicatore dell’esposizione media a lungo termine in ciascun punto.

L’insieme dei dati indica una situazione molto critica in tutte le tre città, a partire dai dati di Milano che, pur essendo stati influenzati per una parte del monitoraggio dal lockdown, mostrano concentrazioni allarmanti.

Una qualità dell’aria che – quanto a concentrazioni di biossido di azoto – può variare molto da un punto all’altro delle mappe che esplorerete, città per città.

Come e perchè cambia la nostra esposizione al biossido di azoto?

Per imparare a leggere le mappe

LEGGI L’APPROFONDIMENTO

La campagna di scienza partecipata vuole aiutare i cittadini ad essere consapevoli e attivi, gli amministratori a individuare le criticità per adottare le misure necessarie e i ricercatori a integrare i modelli che servono a stimare le concentrazioni degli inquinanti dove mancano le misurazioni puntuali e, infine, il danno che deriva alla nostra salute.

Agiamo insieme per migliorare la qualità dell’aria.

Esplora le mappe

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Nel mese di monitoraggio la concentrazione media di tutti i punti di campionamento è stata:

Ringraziamenti

Un ringraziamento di cuore a tutti quelli che, spesso con non poco sacrificio, hanno contribuito generosamente al progetto e continuano a farlo, ai cittadini che hanno restituito i campionatori nonostante le gravi limitazioni imposte dal lockdown,  alle amministrazioni che hanno creduto e partecipato al progetto per poter affrontare questo grave problema, ai ricercatori che hanno trasformato l’impegno dei cittadini in un data set prezioso studiando, analizzando ed elaborando i dati, fino a qui.
Non è finita.
I dati saranno rielaborati in autunno per stimare l’impatto sanitario di questo inquinante sulle nostre città, e continueranno ad essere usati e a disposizione di tutti per informare e produrre cambiamento.

GRAZIE