Tre anni dopo il Dieselgate, i motori inquinanti aumentano e le regole europee restano inefficaci

In Italia ancora 5,3 milioni di veicoli con emissioni eccessive; persino tra gli ultimi Euro 6, solo pochi modelli rispettano i limiti una volta su strada. È necessario rivedere i test affinché riflettano le condizioni di guida reali

 

I motori inquinanti sulle strade europee continuano ad aumentare e solo una ridotta porzione dei diesel Euro 6 rispettan davvero i limiti previsti per le emissioni di ossidi di azoto; i modelli definitivamente obsoleti, anziché essere rottamati, vengono esportati nei paesi dell’Est o in Africa, dove continuano a causare danni alla salute e all’ambiente. Sono i risultati dello studio pubblicato da Transport & Environment (T&E) – la federazione europea delle associazioni per la mobilità – nel terzo anniversario del Dieselgate, lo scandalo che ha scosso l’industria delle automobili. Cittadini per l’aria Onlus ha pubblicato sul proprio sito la versione italiana dell’abstract.

“Quando lo scandalo è scoppiato nel 2015”, si legge nella ricerca di T&E, “c’erano 29 milioni di automobili diesel gravemente inquinanti in strada. Dopo tre anni, il numero di auto ‘sporche’ sulle strade europee è ancora in aumento. Questo rapporto stima che ammontino ora a 43 milioni di veicoli. Fra questi: 8,7 milioni in Francia; 8,2 milioni in Germania; 7,3 milioni nel Regno Unito e 5,3 milioni in Italia”.

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Lo scenario è poco confortante anche per quanto riguarda i modelli Euro 6 conformi al nuovo standard RDE (Real Driving Emissions): “Nuovi test di T&E mostrano che una Honda Civic diesel del 2018 rispetta il limite per i NOx [ossidi di azoto, NdR] quando viene guidata nel contesto dei test previsti dalla legge, ma le emissioni tossiche aumentano di 9 volte quando viene guidata su strade di collina, o con accelerazioni più tipiche e velocità più rapide che sono rappresentative di una guida normale. Allo stesso modo, le emissioni di particolato di una Ford Fiesta sono risultate più che doppie rispetto al limite durante la guida tipica di un automobilista, nonostante l’auto fosse dotata di un filtro antiparticolato per benzina. Anche una Opel Adam a benzina è risultata avere emissioni di monossido di carbonio molto più elevate del limite. Le auto vengono progettate per superare un test normativo piuttosto che per avere emissioni ridotte in strada”.


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“Le emissioni medie di NOx delle auto diesel da Euro 2 a Euro 5 sono comprese tra i 1.000 mg/km e i 1.150 mg/km. L’introduzione del regolamento Euro 6 nel settembre 2014 ha oltre che dimezzato le emissioni di NOx che in media sono pari a 450 mg/km, ma queste sono, comunque, ancora 5 volte oltre il limite consentito. Questo indica che vietare i vecchi diesel non è né equo né giustificabile dato che molti modelli Euro 6, su strada, non sono meglio degli Euro 2. Il 10% delle peggiori auto diesel Euro 6 in circolazione contribuisce al 25% dell’inquinamento causato dai modelli Euro 6. Le città dovrebbero vietare tutti i modelli inquinanti piuttosto che adottare i divieti per classi Euro e, per farlo, utilizzare i dati del telerilevamento e il database dell’iniziativa TRUE”.

Lo studio presenta inoltre “un’indagine su oltre 1.300 taxi diesel in 8 città dell’UE per vedere quanto realmente utili siano i FAP [filtri anti-particolato], ai quali si attribuisce la capacità di eliminare la fuliggine dalle emissioni dei diesel. La ricerca ha dimostrato che circa il 4% delle auto Euro 5 e 6 produce emissioni di particolato elevatissime, nonostante i FAP siano obbligatori. Il solo 4% delle auto con emissioni di particolato non adeguatamente limitate comporta un aumento del 75% delle emissioni di particolato complessive dei veicoli diesel”.

LE DICHIARAZIONI

Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria Onlus: “È indispensabile che il Governo italiano si attivi effettuando al più presto le necessarie verifiche e i richiami dei veicoli in circolazione dato che, fra l’altro, il motore risultato più inquinante in assoluto in base all’elenco dei test effettuati a livello europeo e che vengono riportati da TRUE Initiative è un motore Fiat Chrysler che ha emissioni pari a 1485 mg/km. Questo motore è montato, per esempio, sulla FIAT 500X, sull’Alfa Romeo Giulietta, e la Jeep Renegade, veicoli omologati in Italia e dei quali pullulano le nostre strade. A pochi giorni dalla scoperta che le emissioni del traffico attaccano la placenta e modificano la struttura del cuore risulta evidente che non si può attendere oltre”.

Veronica Aneris, rappresentante italiano di Transport & Environment: “I dati mostrati nel nuovo report sono sconfortanti. Le auto diesel sporche in circolazione continuano ad aumentare e la qualità dell’aria a peggiorare di conseguenza. Le nuovissime diesel  Euro 6 in circolazione non sono pulite come i costruttori automobilistici vorrebbero farci credere. Uno shift verso la mobilità a zero emissioni è indispensabile ed urgente. Il Parlamento Europeo e il Consiglio sono chiamati,  nelle prossime settimane, a esprimersi sulla proposta di regolamento per gli standard di CO2 di auto e furgoni post 2020. Hanno una grandissima responsabilità in questo senso e non possono permettere che la salute dei cittadini e del pianeta restino esposte a tali gravi rischi”.

 

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2018-09-21T09:10:32+00:00 settembre 21st, 2018|Auto, News|

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