17 associazioni chiedono criteri ambientali nelle nuove gare per il trasporto marittimo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il prossimo 18 luglio scade la convenzione 54/2012 sul trasporto marittimo con le isole italiane. Una
grande occasione per ripensare un intero settore secondo 17 associazioni ambientaliste di tutta Italia
che hanno deciso di scrivere al Ministero dei Trasporti. Per anni è stato permesso ad armatori grandi
e piccoli di inquinare le città di porto con fumi tossici, senza tener conto in nessun modo dell’impatto
ambientale delle loro attività sulle città di porto.

A sottoscrivere il testo inviato al ministero sono stati, oltre a Cittadini per l’Aria, il Comitato Tutela
Ambientale Genova CENTRO-OVEST, We are Venice, Savona Porto Elettrico, AmbienteVenezia,
Comitato NO Grandi navi – Laguna bene comune, Associazione Ambientalista, Eugenio Rosmann –
Monfalcone, Associazione Italia Nostra onlus, sezione di Ancona, Coordinamento Livorno Porto
Pulito, Comitato Vivibilità Cittadina – Napoli, Forum Ambientalista – Civitavecchia, Transport &
Environment, hub.MAT – Laboratorio per la Mobilità, l’Ambiente ed il Territorio APS – Olbia, Comitato Tutela Ambientale Genova CENTRO-OVEST, Associazione Italia Nostra onlus, sezione di Genova,
Comitato Tutela Ambientale Genova, Save Your Globe APS – Villa san Giovanni, Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova.
Le emissioni di traghetti, ro-ro ferries e navi veloci contengono enormi quantità di ossidi di zolfo,
PM10, PM2.5, particolato ultrafine, Idrocarburi policiclici aromatici (IPA), ossidi di azoto, metalli (As,
Cd, Cr, Mn, Cd, Pb, Cu, V) e black carbon. Un problema che peggiora in modo grave la qualità dell’aria
delle città di porto.

Uno studio del Dipartimento di epidemiologia del Lazio ha stimato che la popolazione che vive entro
i 500 metri dal porto di Civitavecchia subisce un incremento del 51% del rischio di mortalità per
malattie neurologiche e del 31% per tumore ai polmoni per effetto dei fumi portuali.

 

E’ necessario quindi che il nuovo bando per il trasporto marittimo il Ministero introduca standard
ambientali tra le condizioni per aggiudicarsi le convenzioni. Una misura indispensabile considerato
che, come Cittadini per l’aria ha dimostrato con il Ferry Ranking 2019, gli armatori sono poco o nulla
interessati a investire sull’impatto ambientale delle navi, nonostante molti di loro ricevano dallo Stato
ingenti somme pagate con le tasse dei contribuenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le associazioni chiedono misure per limitare l’esposizione dei cittadini ai fumi delle navi:
abbandonare l’utilizzo dell’olio combustibile pesante in favore di carburanti a basso tenore di zolfo,
l’adozione di sistemi che consentano di spegnere i motori delle imbarcazioni durante la sosta in
porto, di filtri antiparticolato, di rotori eolici e di sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto,
l’elettrificazione delle tratte a breve distanza. Tutte queste misure devono andare di pari passo con
l’adesione delle compagnie armatrici a un sistema di controllo sui fumi e la pubblicazione trasparente
degli esiti dei test sull’impatto ambientale delle imbarcazioni.

Considerato l’impegno che l’Italia profonde affinchè si giunga all’adozione di un’area Eca nel Mar
Mediterraneo, così DA limitare le emissioni da trasporti marittimi nei nostri porti e nei nostri mari,
l’inserimento dei criteri ambientali nei bandi sulle nuove convenzioni è indispensabile. “I soldi delle
tasse dei cittadini italiani non possono essere usati per sovvenzionare navi che portano morte e
malattia ai cittadini delle nostre città di porto”. Così Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria
che aggiunge: “Il governo colga quest’occasione per far sì che almeno una parte dell’industria del
mare inizi a ripulire la flotta, trainando così il resto degli armatori in una via virtuosa di investimenti
per l’ambiente”.

Enzo Tortello, presidente del Comitato tutela ambientale – Genova centro ovest, descrive così la
situazione che vivono oggi i cittadini: “Diversi traghetti sono ormai obsoleti, con più di 40 anni d’età.
Sono quindi particolarmente inquinanti. Poiché i controlli di legge sono solo documentali, se non per il
contenuto di zolfo nei carburanti, ed estremamente limitati nel numero, circa alcune decine l’anno, ci
troviamo in porto delle vere e proprie carrette del mare che ci costringono a tenere chiuse le finestre,
in particolare d’estate, quando il traffico è maggiore e il vento tira verso terra”.

 

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2020-05-08T10:21:16+00:00 aprile 26th, 2020|Facciamo respirare il Mediterraneo, News|