Il 6,2% delle morti a Roma avviene a causa del biossido di azoto

Ogni anno 1.713 persone perdono la vita a Roma a causa dell’esposizione a concentrazioni di biossido di azoto (NO2) superiori alla soglia di 20 µg/m3 indicata dai ricercatori dell’OMS a tutela della salute umana. Questo il risultato allarmante che emerge dai dati raccolti nel 2020 grazie all’impegno di centinaia di cittadini romani nel corso della campagna di scienza partecipata “NO2 No Grazie” di Cittadini per l’aria ed elaborati oggi dagli epidemiologi del Dipartimento di Epidemiologia del Sistema Sanitario della Regione Lazio. La stima indica che l’esposizione all’NO2 – inquinante che proviene principalmente dal traffico – determina il 6,2% di tutte le morti che avvengono a Roma ogni anno, pari ad 1 ogni 16 delle morti nel Comune.

Questi risultati sono stati ottenuti incrociando – in una mappa che rappresenta l’impatto sanitario zona per zona – i coefficienti di rischio elaborati dalla letteratura circa l’impatto dell’NO2 sulla salute umana con la mappa di diffusione delle concentrazioni di questo inquinante nella città elaborata grazie ad un sistema di machine learning (LURF).

La rappresentazione evidenzia chiaramente quanto pesa il traffico, in particolare quello dei veicoli diesel, sulle concentrazioni di questo inquinante. Le grandi arterie circolari, insieme a tanti snodi nel cuore di Roma mostrano concentrazioni che, mediamente, superano il limite di legge di 40 µg/m3.

Dei quasi 300 campionatori posizionati da cittadini e volontari, in collaborazione con le associazioni BiketoSchool Roma e Salvaiciclisti Roma nel febbraio 2020, il 39,8% aveva registrato più di 40 μg/m3 mensili di NO2 mentre il 26,5% aveva misurato concentrazioni che si stimano superare il limite di legge anche su base annuale.

Il progetto di scienza partecipata “NO2 No Grazie” è stato di recente inserito nel rapporto “Public awareness and efforts to improve air quality in Europe”, dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, quale esempio virtuoso di azione della società civile per migliorare la qualità dell’aria. I dati raccolti dai cittadini nel 2020 – poco prima del lockdown – sono stati rielaborati dai ricercatori del Comitato scientifico che oggi ha creato le mappe dettagliate di come il biossido di azoto colpisce la città e, quindi, i suoi cittadini.

Le mappe sono visualizzabili sul sito di Cittadini per l’Aria grazie al contributo grafico di Global Shapers – Milan Hub che lavora su “Dati Perbene”, progetto che supporta le organizzazioni No profit in progetti di data science e visualization.

“Abbiamo considerato l’impatto rispetto alla soglia di 20 µg/m3, invece che 40 µg/m3, perché la nostra salute non si rapporta a limiti che rappresentano vecchi compromessi politici, tanto più quando si tratta della Capitale che conta milioni di abitanti. Chiediamo all’amministrazione di Roma di essere coraggiosa nell’adozione di nuove misure e al Governo di incrementare le azioni del PNRR sulla mobilità e vivibilità nelle città, questa è oggi deve essere una priorità per il nostro paese”, così Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

 

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2021-05-17T09:16:29+00:00 maggio 17th, 2021|Senza categoria|